domenica, 25 Settembre 2011

A chi serve un nuovo ipermercato a Mussetta?

https://pdsd.it/1198

La giunta Zaccariotto ha approvato la delibera che spiana la strada al nuovo supermercato-centro commerciale Famila nell’area ex Grandolfo, a Mussetta. Per giustificare questo atto, l’assessore Ornello Teso ha dichiarato in commissione che:

  • con questa iniziativa si creano 50 nuovi posti di lavoro;
  • non si può mettere un freno al libero mercato; sono le aziende che decidono dove collocare i supermercati, il Comune non ha possibilità programmatoria in questo senso;
  • il progetto presenta elementi di pubblica utilità.

Andrea Cereser, consigliere PD, ha presentato una interrogazione con le seguenti osservazioni.
Rispetto alla prima affermazione, i “nuovi” 50 posti di lavoro si creeranno a scapito di altri supermercati, visto che non siamo in una situazione di significativo aumento di popolazione né di appetito capace di determinare un aumento delle vendite di alimenti nella nostra città. L’Associazione Commercianti sandonatese riferisce che il settore alimentare è in periodo di forte stagnazione e che l’apertura di nuovi supermercati di fatto determina un aumento anche dei costi fissi (quando la domanda è costante) e, di conseguenza, un aumento dei prezzi.

Per effetto quindi dei minori introiti, altri supermercati dovranno licenziare e forse anche chiudere, con il risultato che, oltre ad avere nuovi disoccupati, ci troveremo degli scatoloni vuoti, come nel caso dei capannoni di Tremonti di cui sono piene le zone artigianali del Veneto: è questo che vogliamo?
Rispetto all’affermazione: “non si può mettere un freno al libero mercato… il Comune non ha possibilità programmatoria…” l’amministrazione dimostra di non avere alcuna capacità e/o voglia di “regolamentare” e “regolare” lo sviluppo della città, come dovrebbe e potrebbe fare, utilizzando in particolare due strumenti:
  1. il Piano di Assetto del Territorio: perché non è ancora stato approvato, nonostante lo si dovesse fare entro il 2008? Non avrebbe più senso dotarsi prima del PAT e poi consentire la realizzazione organica e “controllata” di interventi come quello che stiamo votando o di altri simili e superiori per impatto e contenuti, tipo l’area ex-jutificio (che, tra l’altro, dista poche centinaia di metri e sarebbe pure a vocazione anche commerciale)?
    È forse perché il regolamento vigente “fino all’approvazione del primo PAT” (LR 20/2004) più  permissivo rispetto a quanto previsto dal PAT?
  2. l’indice di equilibrio fra medie e piccole strutture (“negozi di vicinato”, inferiori a 250 mq) per il rilascio delle autorizzazioni commerciali previsto dalla LR 15/2004. Questo indice prevede che vi debba essere nel territorio comunale almeno la stessa superficie vendita tra negozi di vicinato e medie strutture di vendita, all’interno dello stesso settore. È possibile una disparità di superfici a vantaggio dei negozi di vicinato. Il comune di San Donà, oltre a non aver preso alcun provvedimento in materia, presenta una situazione in cui le medie strutture sono circa il doppio dei negozi di vicinato nel settore alimentare (10.163 mq contro 5.657 mq). Tra l’altro, per l’assegnazione delle eventuali disponibilità, il DGR 1046/2006 dice che l’esame delle domande di autorizzazione commerciale per le medie strutture è  effettuato sulla base della data di presentazione, per si chiede: quali e quante sono le domande pendenti? Da quale data? Per che tipologia commerciale? Quante sono state evase?

Altro aspetto, legato alla posta in gioco: mentre sono chiari gli interessi economici dei richiedenti, sono meno chiari quelli delle altre parti interessate, in particolare:

  • che cosa ne pensano di questa faccenda i commercianti sandonatesi? È vero, come è stato detto in commissione, che non è obbligatorio chiedere il parere preventivo dell’associazione commercianti, ma non è neppure vietato!
  • In quale modo con questa scelta si tutelano gli interessi dei commercianti del centro e, in particolare, di chi vorrebbe aprire un piccolo negozio? Non siamo forse in presenza di un mercato distorto che non riesce a tutelare i piccoli commercianti?
  • Altro soggetto particolarmente interessato: il comitato cittadino di Mussetta è stato interpellato? Che cosa ne pensa di questo progetto? In particolare, della previsione di aumentare il traffico su quell’area e, di conseguenza, l’inquinamento atmosferico nonché la pericolosità viaria con relativo peggioramento della qualità della vita? Tra l’altro, non risulta presente lo studio di impatto di viabilità previsto anche per le medie strutture di vendita dalla L.R. 15/2004 Art. 19 e dalla DGR 569/2005.

Per quanto riguarda l’affermazione: “il progetto presenta elementi di pubblica utilità”, infine, sappiamo che lo status di “Piano di Iniziativa Pubblica” è stato dichiarato il 19.05.2011, con deliberazione di GC n° 115. Prima, invece, si parlava solo di “Piano di Iniziativa Privata”, anche se la cartografia fornitaci datata aprile 2011 aveva già anticipato la decisione.
La pubblica utilità sarebbe rappresentata da “un raccordo tra la pista ciclabile presente sul ciglio sinistro della S.P. 83 e la pista esistente a Mussetta”. Il raccordo già c’è e interessa il lato opposto della rotonda. Questo appare molto più sicuro nella previsione di aprire un supermercato con ben tre accessi automobilistici (e cioè 3 interruzioni del tracciato ciclabile) e dove si ipotizza un’entrata e uscita di alcune migliaia di veicoli al giorno, visto che i posti a parcheggio sono 366. Inoltre, l’attraversamento della strada verso Noventa in una zona così vicina alla curva (per raggiungere la ciclabile che è sul lato opposto) rende la soluzione ancor più pericolosa. Queste sono solo alcune osservazioni che dovrebbero trovare conferma o smentita all’interno dello studio del traffico di cui si è detto sopra.
“La disponibilità del proprietario a concedere all’Amministrazione Comunale l’utilizzo del parcheggio coperto sopraddetto, per ospitare manifestazioni di carattere pubblico, nelle giornate di chiusura dell’esercizio commerciale”: che cosa succederà quando (ed è imminente) saranno liberalizzati gli orari e i giorni di apertura? Cioè quando il punto vendita potrà lavorare 7 giorni su 7? Inoltre: quali iniziative si intendono fare? Con quale richiamo di pubblico? Ma se i parcheggi coperti (n° 224) sono utilizzati per le manifestazioni, dove parcheggeranno i visitatori, visto che rimangono solo 142 parcheggi scoperti? Qual è la dotazione di parcheggi nelle vicinanze?
Alla luce di tutto ciò, la citata “pubblica utilità” con la quale si è concesso al richiedente un ulteriore aumento del 15% di superficie calpestabile non appare giustificata.
Con l’approvazione di questa delibera l’Amministrazione non ha compiuto un “atto dovuto”  bensì, tramite la modifica di destinazione di un’area da residenziale a commerciale, qualcosa a discrezione della Giunta e che, come tale, poteva essere evitata.
Non vi sono elementi che giustificano adeguatamente l’approvazione di questo atto, alla luce di tutte le informazioni acquisite e qui riportate.

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1 Commento - Lascia un commento

  • Inviato da: SAMUEL JAMES
    il alle ore:

    SONO D’ACCORDO CON IL PD PERCHè IO VOTO SOLO LORO IL PD O DI PIETRO.
    IO SONO CONTENTO CHE VOGLIONO COSTRUIRE UN FAMILA Là PERò DOVREBBERO FARE UN SOTTOPASSO PER LE BICI E UN SOVRAPASSO PER LE MACCHINE CHE VADANO OLTRE LA ROTONDA PER NO INTASARE LA ROTONDA PERCHè SI ARRIVA AL CAOS PIù TOTALE FRA DUE COMUNI.
    BISOGNA MANDARE A CASA BERLUSCONI SUBITO DALL’ITALIA !!!!

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