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giovedì, 12 Febbraio 2026

Veneto Orientale: basta slogan, tre proposte concrete per la Città Metropolitana

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Il dibattito sulla Città Metropolitana di Venezia e sul ruolo del Veneto Orientale richiede un approccio serio e concreto, non slogan e proposte velleitarie. Il Partito Democratico di San Donà ribadisce tre punti fondamentali.

1. ATTIVARE LO STATUTO DELLA CITTÀ METROPOLITANA
La Città Metropolitana può e deve funzionare meglio. Lo Statuto approvato nel 2016 prevedeva già strumenti di rappresentanza territoriale: il Vice-sindaco, deleghe specifiche per il territorio e cinque aree omogenee tra cui il Veneto Orientale. Brugnaro ha scelto di accentrare tutto nelle sue mani, vanificando queste opportunità.
Anziché sognare soluzioni impossibili, lavoriamo su quello che è già possibile. Sappiamo bene che su questa ipotesi c’è stata sin da subito la scelta del Sindaco Brugnaro che ha voluto trattenere tutte le risorse del PON Metro su Venezia capoluogo, secondo una logica che poco ha di metropolitano. Sarebbe bello sapere, infatti, che cosa è riuscita a fare questa amministrazione locale, che ha sempre sbandierato l’affinità politica con la Città Metropolitana, per far atterrare su questa terra le risorse che sono destinate anche a noi, almeno tenendo conto della popolazione che ci vive.

2. FUSIONE DEI COMUNI DEL BASSO PIAVE
La fusione dei Comuni rappresenta un’opportunità strategica per il Veneto Orientale. Ma serve un dialogo serio tra tutti gli attori territoriali, non improvvisazioni. I cittadini dovranno pronunciarsi con referendum quando costi e benefici saranno chiari a tutti. Banalizzare questo percorso lungo e complesso con fughe in avanti su chi sarà il primo sindaco, dimostra superficialità. Il PD è pronto a lavorare concretamente per questa prospettiva, come sostiene da tempo anche Confcommercio.

3. ELEZIONE DIRETTA DEL SINDACO METROPOLITANO
Proponiamo una modifica della Legge 56/2014 per consentire l’elezione diretta del Sindaco Metropolitano anche senza la divisione del Comune capoluogo. Data la specialità di Venezia, questa clausola può e deve essere modificata. Serve un’azione forte delle forze politiche e del territorio. Il PD è pronto a fare la sua parte con un’iniziativa di legge, anche popolare.

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